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Speciale Pechino 2008 Casella di testo: SPECIALE PECHINO 2008
Articoli sulle Olimpiadi
IL MALE DEL CALCIO CINESE
In questi giorni, dopo le recenti eliminazioni delle due nazionali di calcio cinese dai quarti di finale, i giornali e le Tv, hanno duramente contestato giocatori, allenatori, e tutto lo staff, compresi gli ormai ex CT stranieri Dujkovic e Loisel.
<<“632 giorni alla guida della nazionale, senza concludere nulla”>> Titolava il Zu Qu Ribao (il giornale del calcio) con relativa foto del povero Dujkovic, che per la cronaca era stato dismesso 15 giorni prima dell’inizio delle Olimpiadi.
Per la Loisel, che non ha certo lasciato un buon ricordo in federazione cinese, ci sono state critiche pesantissime, per delle convocazioni di atlete non all’altezza della nazionale. E pensare che pochi giorni prima, con la vittoria sull’Argentina, si parlava della rinascita del calcio cinese femminile.
Il problema però è che a guidare le due nazionali durante i giochi, c’erano due tecnici cinesi. Nella gara contro il Giappone è stato evidente lo sbaglio del modulo e soprattutto delle sostituzioni da parte di Shang.
Il problema grosso, però, del calcio cinese, è che il settore giovanile non è curato. Non esistono degli osservatori, i club sono pochi, ma soprattutto ci sono poche gare e campionati.
Le nazionali Olimpiche, in fase di preparazione, hanno dovuto andare all’estero per disputare più gare possibili.
In Cina i giocatori arrivano a giocare in serie A, avendo giocato pochissime gare. Nel campionato Under 21, la nostra “primavera”, viene organizzato un raggruppamento che dura tre mesi in cui si scontrano tutte le squadre in un’unica città. Nei restanti mesi, tanti allenamenti ma pochissime partite, e comunque gare amichevoli.
Vengono a mancare, perciò, quelle caratteristiche essenziali del calcio: la concentrazione, l’attenzione e la tensione, che in altre nazioni sono già esasperate da ragazzo.

Davide Cravero
IN CINA CALCIO O BUSINESS?
Da quando sono arrivato in Cina, nel duemila, ho visto, sentito e letto di società sportive di calcio ed addetti ai lavori, che volevano sviluppare il calcio in questo paese.“Porteremo il nostro calcio in Cina” è stato il motto di tanti club.
Stato chi voleva aprire una scuola di calcio, chi fare una tourneè, chi organizzare gli stage estivi,chi trovare il fenomeno cinese, ecc., ma nessuna, se non forse l’Inter, ha avuto il successo desiderato.
Vorrei anche precisare, che le varie tournèè dei grandi club sono state fatte quasi tutte a Macao e Hong Kong, che benché facciano parte della Cina, c’entrano poco con questo stato.
La Juve ed il Parma a Shanghai?..vedi FIAT.
Qual è la causa di questi insuccessi?
Ci sono essenzialmente tre fattori che condizionano i risultati negativi dei vari tentativi di portare il calcio italiano in Cina.
Da parte dei club italiani non c’è la ricerca del vero talento, e neanche la volontà di crescerlo.
Non si può venire in Cina una settimana e pensare di conoscere il calcio e i calciatori cinesi. Colossale il caso, del mio amico Ma Ming Yu, che è stato scambiato per Ma Li Tie (che gioca nell’ Everton) , da un osservatore del Perugia che conosceva poco o nulla del campionato di calcio cinese.
Ho letto che il Siena sta seguendo Chen Tao, buon giocatore sicuramente.. ma arriverebbe in Italia, e prima di imparare a dire due parole in Italiano saranno passati tre mesi, inizierà a gradire la pasta e forse la pizza dopo 6 mesi, avrà capito il 4-3-3 dopo un anno, quando dovrà rientrare in Cina.
Nel nostro calcio che non lascia tempo di aspettare, cosa potrebbe fare il povero Chen Tao?
Non sarebbe meglio forse cercare un giovane talento, portarlo in Italia per due o tre anni nel settore giovanile, in modo che sia pronto in futuro per la prima squadra?
Mi diceva Li Wei Feng, nazionale cinese, che ho allenato nello Shenzhen, che durante la sua parentesi in Inghilterra nell’Everton , prima di capire usi e costumi, ma soprattutto moduli di gioco, sono passati 6 mesi.
Quando sono stato responsabile tecnico in Cina della Lazio soccer scholl, ho allenato un gruppo di Ugur, provenienti dalla regione dello Xinjiang, avevano 14-15 anni. Oggi due di loro militano in seria A nel BAYI FC. E se li avessimo portati in Italia?
Da non sottovalutare anche un altro fatto negativo che i cinesi praticano molti sport, ma poco il calcio. Chi ha soldi manda suo figlio a studiare in America un anno, e non lo iscrive ad una scuola calcio, o ancor di più lo manda agli stage estivi.
I guadagni dei calciatori cinesi sono bassi (20-30 mila USD all’anno) e quindi i giovani non sono attratti da questo sport.
Nessun club Italiano vuole investire. Il Manchester ed il Barcellona hanno aperto una loro scuola di calcio, il Bayer ha uno shop a Shanghai, con investimenti propri.
I club Italiani adottano un sistema diverso, quello delle quote per ogni iscritto alla scuola calcio o agli stage.
Penso che la strada giusta, per avere successo in Cina, sia quella di utilizzare il calcio come fonte di promozione della propria azienda. Ormai molte aziende italiane sono presenti in Cina. Le TV cinesi trasmettono il nostro calcio e i giornali sportivi hanno tutti delle rubriche che parlano della nostra serie A. Abbinare il marchio della propria azienda con il calcio Italiano potrebbe essere una mossa vincente.
Cravero Davide

LE CINESI DEL CALCIO MEGLIO DEI MASCHI
Che il calcio, maschile, cinese fosse di basso livello tutti lo sapevano, nessuno si aspettava però la figuraccia contro il Belgio, con la quasi certa eliminazione dai quarti, e con due espulsioni per degli interventi veramente antisportivi.
E’ andata meglio alle ragazze allenate da Shang, che hanno vinto il girone, ed adesso sfidano nei quarti il Giappone.
Il calcio cinese, molto forte a metà degli anni 90, sembrava seguire le orme di quello maschile, mai esploso e mai allettante per i grossi sponsor. Le ultime vicende legate ai vari esoneri dei tecnici stranieri, avevano creato tensioni nell’ambiente e critiche dai mass-media.
Con l’inizio delle Olimpiadi, la sofferta vittoria contro la Svezia, e la qualificazione ai quarti ai danni dell’Argentina, hanno risollevato entusiasmo nell’ambiente.
Dopo l’epoca di Sun Wen, la più forte calciatrice cinese, il ruolo di leader in questa nazionale sembra destinato ad un’altra attaccante Xu.
Personalmente preferisco due calciatrici, che non hanno molta risonanza dai giornali cinesi, ma che reputo, da tecnico italiano, più adatte ad un gioco europeo. Sono la centrale di centrocampo Zhang (classe 84), e l’esterna sx difensiva Zhou (classe 86).
La prima abile nella copertura e nei disimpegni, intelligente nel trovare la posizione giusta, buon calcio e buona visione di gioco
Zhou, invece, è dotata di buona corsa, abile nel superare l’avversario, brava nei contrasti. Esprime il meglio di se quando gioca esterna alta.
Chissà se qualche club italiano ci sta facendo un pensierino..
Cravero Davide

LA CINA VINCE CONTRO L’ARGENTINA E PASSA AI QUARTI.
Battendo l' Argentina per 2-0, la nazionale olimpica femminile cinese è approdata ai quarti di finale.
Il tecnico cambia nuovamente formazione rispetto al pareggio con il Canada, e in attacco si rivede la coppia Xu-Han.
In porta c’è la veterana Han che milita nella squadra del Dalian.
Il primo gol è un’autorete dell’Argentina Quinones al 52’. Il raddoppio arriva a tempo scaduto con la giovanissima Gu (del 1990).
Da segnalare la presenza in campo di un’Italiana, il primo assistente all’arbitro Cini Cristina.
Nell’altra partita vittoria della Svezia sul Canada per 2-1.
Cravero Davide

A POCHI GIORNI DALLE OLIMPIADI
Manca veramente poco a questo sospirato 080808, l’Olimpiade di Pechino, che comunque vada, rimarrà scritta nella storia come uno degli eventi sportivi più criticati dal Mondo intero.
Le preoccupazioni degli atleti sullo smog, quelle dei cinesi sugli attentati terroristici e atti di rivolta dei gruppi di minoranza etnica, la quotidiana ricerca di notizie anti-cina, da parte di tutti i mass-media del mondo, non hanno certamente frenato la corsa alla preparazione a Beijing 2008 da parte del Comitato Organizzatore.
A proteggere vie e quartieri di Pechino ci sono i poliziotti e “baoan”, i militari cinesi, che fermano e controllano qualsiasi persona  sospetta.
Da più di un mese i cinesi che non hanno residenza a Pechino non possono entrare nella città. Ci sono controlli in ogni zona di accesso, negli aeroporti, nei terminal bus, nelle stazioni ferroviarie, per accedere ai mezzi, si passa attraverso file di poliziotti che controllano il regolare deflusso.
Nella capitale è stata adottata un massiccia forma d’ informazione e prevenzione da parte del governo cinese.
Tutte le reti nazionali della CCTV trasmettono quotidianamente informazioni sulle Olimpiadi.
Da giorni appare in televisione un messaggio, del ministro cinese, sulle norme di comportamento che il  popolo cinese “renmin”, deve adottare durante i giochi.
<< “Spero che rispettiate l’ambiente e la natura, spero che rispettiate, gli anziani ,le donne e i bambini, spero che rispettiate le file e che non sputiate per terra..ecc.”>>  .Curioso come viene ripetuta la parola speranza  “xiwang” nel discorso, quasi come a voler raccomandare il popolo ad un comportamento che per molti anni è stato completamente diverso.
Da Hong Kong, sede degli sport equestri, le preoccupazioni sembrano minori. La gente è già abituata ad usi e costumi occidentali. Sembra invece in atto una sfida con Pechino per rivalità di potere non ancor risolte.  Un anno fa Hong Kong pubblicizzava ,con vanto,  lo slogan “We are ready” (noi siamo pronti); all’imminente inizio delle Olimpiadi lo sfottò ai pechinesi rimane sempre lo stesso. Sembra veramente una partita senza fine.
Prof. Cravero Davide
INIZIATE LE OLIMPIADI
In campo subito la sfida: Germania-Brasile
A due giorni dall'inaugurazione ufficiale di Pechino 2008, fortemente voluta dal comitato organizzatore l'8 agosto, sono iniziate le Olimpiadi.
Il primo sport ad essere disputato è il calcio femminile.
A Sheynang si gioca Germania-Brasile, mentre le altre partite di quest'oggi sono  Argentina-Canada (Tianjing) e Giappone-Nuova Zelanda,tutte  alle ore 17,00 locali.
Questa sera invece in campo la squadra di casa contro la Svezia, e le altre in programma sono Corea del Nord-Nigeria e Norvegia-Stati Uniti.
Da notare, che la presenza del pubblico sugli spalti nei vari campi, non è molto elevata, a dimostrare che il calcio in Cina non ha ancora suscitato interesse, come nel vecchio continente.
A fare il tifo per le brasiliane, anche la nazionale olimpica maschile capitanata da Ronaldinho, che la televisione cinese ha inquadrato più volte.
Le squadre terminano il primo tempo sul punteggio di 0-0, creando al pubblico presente, poche emozioni, se non una traversa, a portiere battuto, dell'attaccante tedesca . Nel secondo tempo, il Brasile è stato più incisivo, creando numerose occasioni da gol colpendo anche una traversa,ma la partita termina col risultato di 0-0.
Prof. Cravero Davide
LA CINA DAGLI ESONERI FACILI
A guidare la nazionale olimpiaca femminile di calcio, nella partita inaugurale contro la Svezia c’era un cinese, Mr. Shang Rui Hua. Notizia priva di significato, se non che, negli ultimi anni, le squadre cinesi, di calcio, hanno cambiato numerosi allenatori stranieri, che sono stati osannati al loro arrivo e maledettamente criticati al loro esonero.
 La francese Loisel sedeva sulla panchina della nazionale cinese fino a pochi giorni prima dell’inizio dei giochi Olimpici.
L’hanno esonerata per non aver permesso, alle sue giocatrici, di poter partecipare ad una cena organizzata dal general manager Jiang Qiang.
I giornali cinesi hanno riportato la notizia , però, giustificando il licenziamento a causa dei numerosi ritardi della Loisel.
Prima di lei c’era una svedese Marika Domanski , che ironia della sorte, ha affrontato le sue ex calciatrici proprio all’esordio dei giochi Olimpici, anche lei esonerata e contestata.
Non hanno avuto fortuna pure i colleghi della nazionale di calcio maschile.
Sulla panchina della nazionale maggiore, dall’ottobre del 2007, c’era lo Jugoslavo Vladimir Petrovic, che aveva vinto tutto con il Dalian, squadra della Premiere League cinese, e che conosceva già il calcio cinese. La sua avventura è durata veramente poco.
Il serbo Ratomir Dujkovic, prima alla guida della nazionale Olimpica, poi di quella maggiore, che non c’entra la qualificazione ai mondiali 2010, poi nuovamente a quella Olimpica , viene esonerato a pochi giorni dall’inizio delle Olimpiadi. La causa del licenziamento, a detta del vicepresidente della Federcalcio cinese, è per i metodi di allenamento e tattici, non graditi dai giocatori. Ora c’è un cinese Yin Tiesheng, ex allenatore del Qindao.
Prof. Cravero Davide
CHI E’ LI NING?
L’evento più spettacolare dell’inaugurazione dei giochi Olimpici è stato sicuramente l’accensione della fiamma Olimpica.
Ad accenderla è stato Li Ning uno dei ginnasti più famosi della storia dei giochi Olimpici.
Delle prestazioni sportive di Li Ning si conosce molto, ma del post-carriera pochi sanno che è diventato uno degli imprenditori più importanti della Cina.
Con il suo nome ha fondato la LINING, marca di abbigliamento sportivo di alta qualità, che ha punti vendita in tutta la Cina.
Per accendere la fiamma Olimpica Li Ning ha dovuto svolgere molte prove, già due mesi prima dell’inaugurazione dell’8 agosto.
Il sistema creato sul tetto dello stadio chiamato Niao Chao “nido d’uccello” è basato su una carrucola, comandata a distanza, in cui sono stati fissati quattro cavi che sorreggevano l’ex olimpionico.
Tre cavi avevano la funzione di sostenere Li Ning e metterlo inclinato, ed uno serviva per sorreggere il braccio che teneva la torcia.
<<La difficoltà maggiore è stata quella di coordinare il movimento simulato della corsa senza oscillare, e di respirare normalmente a causa della forte pressione che avevo sull’imbragatura>>, ha detto Li Ning ai microfoni della CCTV.
Per trovare l’assetto migliore durante le varie prove Li Ning è stato appeso alla carrucola a diverse altezze.
E’ stato creato un meccanismo di sgancio, azionato dallo stesso Li Ning, di uno dei quattro cavi per permettere all’ex ginnasta di accendere la Fiamma Olimpica in posizione verticale, rispetto alla corsa.
E pensare che tra i candidati ad accendere la Fiamma Olimpiaca c’era pure Yao Ming, il cestista alto più di due metri.
Cravero Davide
LA NAZIONALE CINESE MASCHILE  DI CALCIO.
Il tecnico DujKovic, recentemente dismesso dalla federazione cinese a favore di Yin Tie Sheng, rimasto ancora come consulente tecnico della stessa, ha formato il gruppo che sta partecipando ai giochi Olimpici di Pechino composto da tanti calciatori che militano già nella nazionale maggiore.
Dopo la partecipazione ai mondiali di Korea e Giappone del 2002, il calcio cinese non ha attraversato un buon momento. Non qualificata ai mondiali 2006, recentemente eliminata da quelli del 2010, la Cina calcistica non sembra trovare spazio nel calcio delle grandi.
Il veterano Li Wei Feng, che ho allenato nello Shenzhen FC, guida un gruppo giovane e ambizioso composto da alcune stelle, una su tutte Dong Fang Zhuo, che milita nel Manchester United, venduto dal Dalian agli inglesi quando non aveva ancora 17 anni.
La maggior parte dei nazionali gioca nei club del nord della Cina, soprattutto nello Shandong e Shanghai Shenhua, società che da diversi anni si contendono il primato nella CSL (Cinese Super League) insieme al Dalian.
Il nord della Cina è anche la zona dove si pratica di più il calcio e dove ci sono più club. Tutti i club appartengono allo stato, e vengono dati in gestione agli sponsor che prendono il nome della squadra.
Nella nazionale Olimpica allenata da Yin il modulo tattico adottato è il classico 4-4-2.
In porta, dopo che da diversi anni, si sono susseguiti diversi portieri non all’altezza, con l’inserimento del bravo Qiu Sheng Jiong, che milita nello Shanghai Shenhua, pare che ci sia più sicurezza e fiducia da parte dei compagni di squadra.
Il reparto difensivo sembra quello più affidabile. Li Wei Feng guida la difesa nel ruolo di centrale, ma nella sua carriera ha svolto diversi ruoli, e quando lo Shanghai Shenhua, il suo attuale club, e la nazionale, hanno bisogno di attaccare lo mandano in avanti. Non a caso il pareggio contro la Nuova Zelanda nella partita d’esordio ai giochi olimpici porta la sua firma.
Zheng Zhi, forte dell’esperienza fatta nel Charlton, è il riferimento del centrocampo, il reparto meno competitivo della nazionale, molto lento e prevedibile.
In attacco Han Peng, che già da diversi anni è nella nazionale maggiore, grazie al suo potente fisico gioca in prevalenza di sponda per la seconda punta, o per l’inserimento di qualche centrocampista.
Cravero Davide
CANADA-CINA
Un pareggio che non accontenta nessuno
All’Olimpic Center Stadium di Tianjing si sfidano le nazionali femminili di calcio Cinese e Canadese. E’ il secondo turno del girone di qualificazione del gruppo E, chi vince ha molte possibilità di passare il turno come prima classificata.
La Cina, ancora alla ricerca della prima vittoria, si schiera in formazione tipo con un’unica eccezione in attacco, dove rispetto alla gara contro la Svezia, il tecnico Shang lancia dal primo minuto la giovanissima Lou Jia Hui (classe 1991) al posto di Han Duan.
A Zhang Na è affidato il compito della costruzione del gioco, che mira soprattutto a lanci lunghi per la “stella” della nazionale Olimpica Xu Yuan.
Il modulo, con l’inserimento di Lou, diventa un 4-4-1-1, leggermente modificato dopo la prima gara.
Bisogna aspettare fino al 9’ per vedere il primo tiro in porta di Pu Wei che sorvola la traversa di un paio di metri.
Alla mezz’ora, dopo una leggera supremazia Canadese, succede di tutto. Su un errore di Weng che non sale per il fuorigioco, le Canadesi passano in vantaggio con la centravanti Sinclair.
Dopo alcuni minuti Xu scatta sul filo del fuorigioco, scarta il portiere, e calcia in rete, illudendo il recupero del difensore Canadese che respinge la palla quando ormai era già entrata in porta.
Finisce il primo tempo sull’1-1.
Nel secondo tempo le Canadesi sono padrone del gioco, troppe sono le disattenzioni delle cinesi che procurano brividi al loro portiere. La solita Sinclair porta scompiglio nell’area cinese con una serie di tiri parati dalla brava Zhang.
Le squadre sembrano stanche ed i due tecnici iniziano a fare i primi cambi, senza, però, portare nuove soluzioni tattiche.
Al 33’ Xu, lasciata inspiegabilmente sola, su una punizione calciata sulla fascia destra , colpisce la traversa con un colpo di testa a girare.
Dopo un brutto intervento di Zurrer sulla cinese Lou, sanzionata solamente con il giallo, la partita si conclude sull’ 1-1 e per la qualificazione bisogna attendere l’ultimo turno, dove la Cina affronterà l’ Argentina.
Cravero Davide